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UNI 11578:2015: Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi prova

UNI 11578:2015: Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente – Requisiti e metodi prova

La presente norma tecnica italiana UNI 11578:2015 costituisce il più recente documento tecnico di riferimento per la progettazione, realizzazione e commercializzazione di dispositivi di ancoraggio destinati ad essere installati in modo permanente sulle coperture esposte al pericolo di caduta dall’alto.

Entrata a far parte del corpus normativo italiano a far data dal 9 aprile  2015, la UNI 11578:2015 si riferisce unicamente ai dispositivi di ancoraggio di tipo permanente e non a quelli di tipo temporaneo, rimovibili e trasportabili per i quali si applica la UNI EN 795:2012 e la UNI CEN/TS 16415.

È dunque una norma che principalmente è rivolta alle aziende produttrici (fabbricanti) di detti dispositivi in quanto vi sono indicati i requisiti ed i metodi di prova da sostenere per ciascun nuovo prodotto sia esso un ancoraggio puntuale o lineare. Si sottolinea l’attenzione sui termini “nuovo prodotto” per chiarire che la UNI 11578:2015 è riferita ai prodotti che alla data del 9 aprile 2015 dovevano ancora essere immessi sul mercato ovvero tutti gli eventuali “vecchi” prodotti “marcati” UNI EN 795:2002 possono ancora essere commercializzati liberamente fatta salva la legittima richiesta della committenza ad avere un prodotto rispondente ai più recenti standard produttivi.

A differenza della UNI EN 795:2002 la nuova norma tecnica italiana UNI 11578:2015:

  • Elenca i vari dispositivi di ancoraggio in “ tipi” anziché in “classi”,
  • Si riferisce unicamente a dispositivi di tipo “ A ” , “ C ” e “ D ” ovvero rimanda i dispositivi portatili “ B “ e “E“ alla norma UNI EN 795:2012 in quanto temporanei, rimovibili e trasportabili,
  • Fissa in maniera puntuale i metodi di prova ed i requisiti a cui un dispositivo di ancoraggio deve sottostare in funzione anche della geometria complessa di ogni sistema di ancoraggio ed obbliga il fabbricante a fissare i limiti di applicazione di ciascun dispositivo sia in termini di numero di operatori, lunghezza minima e massima di un dispositivo di ancoraggio lineare, numero massimo di deviazioni ecc…
  • Introduce il concetto di “ispezione periodica” e fornisce un esempio di procedura di approccio al problema dell’esame periodico dei dispositivi di ancoraggio; in mancanza di alcuni elementi significativi propri di ogni installazione si può arrivare alla conclusione di dover sostituire l’impianto anticaduta perché ad esempio non è possibile esprimere alcuna valutazione in merito al fissaggio e alla sicurezza dello stesso.

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